Che l’urbanistica di Ladispoli sia, a dir poco, creativa è cosa nota anche nei peggiori bar di Caracas dove hanno problemi decisamente più importanti.
Ma in una Pubblica Amministrazione certe operazioni non dovrebbero mai vedere la luce sia per diritto che per buon senso.
Il caso del giorno, perché ormai siamo alla quotidianità di certi discutibilissimi eventi, è la delibera della Giunta Comunale di Ladispoli n. 46 del 20 Marzo 2025 ovvero “AUTORIZZAZIONE ALLA DELOCALIZZAZIONE DELLO SKATEPARK, OPERA CONNESSA ALL’ATTUAZIONE DEL PERMESSO DI COSTRUIRE CONVENZIONATO N. 3/2025 DEL 07.02.2025 – SOGGETTO ATTUATORE SOC. SARA 94 S.R.L.”.
Tradotto in soldoni (è il caso di dire): dato che abbiamo dato il permesso di costruire 10 nuovi villini a Marina di San Nicola ad una ditta conosciuta, ora dobbiamo rimuovere lo Skate Park Comunale da San Nicola stessa e portarlo ai giardini di via Firenze per lasciare il terreno libero.
Questa “brillante” iniziativa nasce da uno scambio fra terreni dei quali uno, sottoposto a rigido vincolo archeologico, interni alla lottizzazione di San Nicola, la cui attuazione è ultimata da decenni e chiusa, a punto tale che alcune opere pubbliche, all’apparenza solo quelle che faceva comodo, sono state trasferite al Comune con i relativi costi per tutti i cittadini di Ladispoli. In altre parole la suddetta ditta ha acquistato un terreno fronte mare ben sapendo lo stato di fatto di vincolo archeologico, e per questo pagandolo come tale a basso costo, e sapendo anche che San Nicola dovrebbe essere intoccabile ormai dal punto di vista urbanistico.
Ebbene appena acquistato, l’ufficio Urbanistico ha dato un’interpretazione creativa secondo la quale la cubatura che non poteva essere realizzata in quel lotto a causa del vincolo, poteva ancora essere spostata in un altro.
Ecco allora il gioco di prestigio, ovvero il Comune scambia un proprio lotto di terreno a servizi, ovvero dove si trova lo Skate Park vicino l’Aurelia, con il lotto vincolato fronte mare di proprietà del privato. Questo rende possibile concedere la costruzione di dieci nuovi villini.
Un vero e proprio gioco di prestigio che si basa su considerazioni e premesse a dir poco discutibili. Si badi bene, questo saltando a piè pari il Piano Regolatore, ancora in gestazione, ma anche la VAS visto che siamo sempre in vicinanza del bosco di Palo e con molte implicazioni.
Il Piano di Lottizzazione è completato da moltissimi anni, tanto che le prime opere pubbliche sono state già cedute a palazzo Falcone a parte l’acqua che è, stranamente, ancora gestita dal Consorzio mentre gli altri mortali ladispolani sono soggetti al servizio di Acea. Il primo dubbio è: si potevano concedere licenze su spostamento di cubatura in un Piano di Lottizzazione in un Piano di Lottizzazione Completato? Esistono varie sentenze e la risposta è che, forse, si potrebbe fare ma ovviamente servirebbe una variante, visto che nella variante di PRG non risulta inserito.
Infatti su carta, la zona appare di un bel colore verde speranza. Inoltre ci sono i diritti di tutti i consorziati che verrebbero lesi in quanto perderanno un’area a servizi pubblici come lo Skate Park, e quindi perderanno un valore vedendo, di contro, aumentare la densità dei proprietari.
Per cui cambieranno le tabelle millesimali e tutto questo probabilmente andava approvato in assemblea consortile con adeguate maggioranze.
Supponiamo sia stato espletato, ma non ci risulta, visto che la proposta di demolire lo Skate Park viene scritto essere pervenuta proprio dal Consorzio, possibile che sia stato dato mandato in tal senso ma non viene citato e sarebbe una violazione dei diritti dei consorziati.
Altro punto: è stato equo per i cittadini di Ladispoli lo scambio fra un terreno a servizi e quanto realizzato sopra di esso con un terreno solo passeggiabile e con vincolo archeologico pesantissimo? Secondo quanto ricostruito, assolutamente no anche perché non è stata pubblicata alcuna perizia in merito. L’affare sembra molto vantaggioso per il privato in quanto deprezzato dal vincolo archeologico, e viene da chiedersi: chissà se in tutti questi decenni qualcuno avrà pagato l’ICI come terreno edificabile per quel lotto fronte mare che solo oggi si ricordano aver mantenuto la sua cubatura?.
Proseguendo con le domande retoriche: ma i nuovi villini non scaricherebbero nel collettore di San Nicola, che risulta saturo? Soprattutto dove allaccerà e chi dovrà dare il permesso visto che la depurazione è a carico di Acea che si è più volte espressa in modo critico?
Ed infine la ciliegina: lo Skate Park (30×40 mt = 1.200mq) verrà trasferito nei giardini di via Firenze, il costruttore realizzerà il basamento e trasferirà l’illuminazione mentre il Comune provvederà a manutenzione e “allestimento”.
Quindi a via Firenze ci saranno 1.200mq in meno per passeggiare per il cemento dello Skate Park. Verde pubblico nuovo non ne viene creato, anzi ne viene perso.
Infatti, ed ecco il gioco di prestigio: a San Nicola si perde l’area servizi dove oggi è lo Skate Park e con essa viene coperta una equivalente area ai giardini di via Firenze che da verde diventerà cementata (tanto per continuare la tradizione dell’amministrazione Grando).
A San Nicola l’area che formalmente diventa del comune non porta nulla di nuovo in quanto è già verde e passeggiabile grazie al vincolo archeologico che la rende inamovibile. Tutto ciò senza passare per la variante di PRG o una VAS con le relative osservazioni alle quali qualcuno avrebbe dovuto rispondere.