Si è costituito a Treviso il minore rom che ha investito e ucciso un ciclista in via di Fontana Candida • Terzo Binario News

Si è costituito a Treviso il minore rom che ha investito e ucciso un ciclista in via di Fontana Candida

Nov 7, 2015 | Cronaca, Roma

L'autovettura investitrice

L’autovettura investitrice

Si è costituito ieri pomeriggio presso la caserma dei carabinieri di Treviso il pirata della strada che giovedì pomeriggio ha investito mortalmente un ciclista in via di Fontana Candida. Si tratta di L. C. di anni 17 anni.

Il giovane infatti, dagli accertamenti svolti, risultava residente proprio a Treviso. A svolgere le indagini sono stati gli uomini dl Gruppo Sicurezza Pubblica Emergenziale della municipale capitolina diretto dal Comandante Antonio Di Maggio al lavoro con la Polizia Locale di Treviso. Gli accertamenti avevano infatti permesso, anche grazie ad attivitá “tecniche” disposte dal pm titolare delle indagini, Pierluigi Cipolla, di risalire immediatamente all’identità dell autore del fatto. Il giovane, di origini rom sinti, si era dato alla fuga subito dopo l’incidente abbandonando anche l’autovettura poco distante. Il mezzo, una Honda Jazz Nera, era stata poi ritrovata in un terreno di via Olivarella con evidenti segni dell’impatto.

Il giovane si è costituito intorno alle 16.30, atto preannunciato poco prima da alcuni parenti che si erano recati presso il gruppo di Sicurezza Pubblica Emergenziale, a Ponte di Nona. L’uomo è nato nel 1998, ha una moglie anch’essa minore con la quale ha avuto un figlio.La sua fuga è terminata dopo che il grosso spiegamento di forze sia della Polizia Locale di Roma e di quella di Treviso, avevano costantemente tenuto d’occhio tutti i siti legati al ricercato: parenti, amici e frequentazioni sia di Roma che della cittadina veneta.

Secondo alcune ricostruzioni, il minore è stato affidato alla custodia della famiglia a Treviso. Stando a quanto riferito il ragazzo avrebbe un precedente per guida senza patente ma sarebbe stato valutata positivamente la scelta di consegnarsi spontaneamente nella cittadina veneta, atto preannunciato poco prima da alcuni parenti agli agenti dello Spe della polizia locale di Roma Capitale che ha svolto le indagini coordinati dal comandante Antonio Di Maggio.