La scrittrice romana invitata dal gruppo di lettura “Attenti ai Dettagli”. All’incontro in libreria molti docenti e studenti liceali
di Cristiana Vallarino
“A scuola non si muore” è il titolo dell’ultimo libro di Gaja Cenciarelli che l’autrice romana ha presentato venerdì pomeriggio nella libreria “Dettagli” di Civitavecchia, in un originale incontro organizzato dal gruppo di lettura “Attenti ai Dettagli”.
Nonostante il titolo, nella scuola in cui la Cenciarelli ha ambientato la sua storia si muore. E il primo cadavere appare già nell prime pagine. Non diciamo di più per non fare spoiler, trattandosi di un giallo che, a giudicare dagli interventi, è certamente piaciuto ai lettori adulti del bookclub organizzatore. Così come a quelli dell’altro gruppo che si appoggia alla libreria di via Guglielmotti, “Pagine di Cioccolata”, coordinati da Caterina Battiloccchio la quale ha introdotto l’ospite. Da notare che in entrambi i gruppi è alta la presenza di docenti in servizio o in pensione. Nella saletta c’era pure una rappresentanza di “InChiostro”, gruppo di Tolfa, e Marco Salomone, presidente di “Book Faces”.
Ma “A scuola non si muore” è soprattutto piaciuto agli studenti del liceo classico “Guglielmotti” e a quelli del linguistico “Galilei” coinvolti dalla prof d’inglese Carla Melchiorri, di “Attenti ai dettagli”. La docente ha curato la lettura di alcuni brani dal libro, fatta da un paio di ragazze davvero brave, così come le varie domande degli studenti nonchè gli intermezzi musicali, dal vivo, del maestro Francesco Ceccarelli che ha eseguito “Compagni di scuola” di Antonello Venditti e “Albachiara” di Vasco Rossi.
La folta e partecipe presenza dei ragazzi ha decisamente commosso la scrittrice che – oltre ad essere pure un’apprezzata traduttrice di illustri firme anglofone – insegna inglese. E, come già era stato per “Domani interrogo”, non fa mistero di trasferire sulla pagina la sua esperienza di docente, dichiaratamente ispirandosi ai colleghi, ai dirigenti e agli studenti per tratteggiare i suoi personaggi. La prof Magnani, protagonista di “A scuola non si muore”, è in gran parte ispirata lei stessa: ha le sue manie, ossessioni e passioni. E, come la Cenciarelli ha rivelato di aver fatto per un periodo, beve litri di una terribile tisana curcuma e zenzero.
In maniera sempre divertente e divertita, Gaja Cenciarelli ha risposto alle domande, raccontando come si sia decisa a mettere nero su bianco delle fantasie cruente per esorcizzare i sentimenti di antipatia provati verso alcuni colleghi o figure di comando delle scuole in cui ha insegnato. Specie coloro che sui ragazzi inveiscono e si accaniscono, per pura cattivera, per insensibilità o, cosa purtroppo troppo frequente, perchè assolutamente negati all’insegnamento. La Cenciarelli ama il suo mestiere, così lo ha definito, i suoi ragazzi che, come ha raccontato, spesso “si porta a casa”. Giovani a volte problematici che però un bravo educatore deve saper “leggere”, così che da loro possa anche imparare. “Ho iniziato a insegnare una decina di anni fa – ha detto – e ciò mi ha permesso di capire tantissimo su di me, oltre che sul mondo dei giovani. I quali sono persone piene di sfaccettature, per niente vuoti come vogliono i luoghi comuni”. “Non ho un vero metodo quando mi metto al pc a scrivere – ha rivelato – sono molto indisciplinata! Per questo libro, scritto d’estate a 40 gradi, mi sono piazzata davanti un ventilatore e la tv mandando in loop decine di film che amo. I più diversi: da Hitchcock a Dario Argento passando per Verdone di “Compagni di scuola”. Dal quale ho addirittura rubato nei cognomi per i personaggi. Per il libro su cui mi accigno a lavorare non sarà così probabilmente”.
Un’ora abbondante è trascorsa senza mai annoiare, per la varietà delle domande che hanno permesso alla scrittrice di raccontarsi e pertfino di commuoversi nel ricordare la dedica del libro: alla sua regale gatta randagia Margot.
L’incontro si è chiuso con il classico firmacopie del libro, edito da Marsilio.