Ancora ritardi sulla Fl5: “A San Pietro bloccata una scolaresca di Campiglia Marittima”

da | Feb 27, 2025 | Civitavecchia, Ferrovie, Ladispoli, Roma | 0 commenti


Dopo gli animali sui binari, la partenza posticipata ha mandato in tilt la linea

“Trenitalia Show: La saga dei ritardi continua! Un’altra giornata intera di ritardi e disagi e gli stratagemmi per scaricare le inefficienze dei trasporti sui viaggiatori.

Dopo gli enormi disagi di lunedì, che hanno visto la circolazione bloccata per animali sulla linea ferroviaria, anche mercoledì 26 febbraio Trenitalia ha assicurato la dose quotidiana di ritardi e disagi  per tutto il giorno ai malcapitati utenti.

Infatti i guai sono iniziati già a colazione, dalle 7 di mattina, con la linea bloccata da convogli guasti che hanno fatto giungere tutti al lavoro in ritardo.

In serata il treno 4138 delle 18.12 da Roma Termini per Pisa, a seguito di guasti a treni precedenti, è partito ed arrivato in ritardo nelle stazioni ove, stante l’orario di punta, si erano accumulati molti passeggeri.

In particolare sui marciapiedi della stazione S.Pietro i pendolari e turisti accumulatisi hanno, comprensibilmente, cercato di salire accalcandosi nei vagoni in quanto desiderosi di tornare alle loro famiglie ed alle loro incombenze dopo una giornata di duro lavoro.

Sul marciapiede erano presenti diverse scolaresche di minorenni, tra cui un gruppo di tredicenni diretti a Campiglia con le loro accompagnatrici. Non riuscendo a salire e incontrando difficoltà nel mantenere il gruppo unito a causa del caos, le insegnanti sono andate nel panico mentre la notizia si  diffondeva fra i genitori a casa che hanno iniziato a telefonare, aggiungendo ulteriore apprensione e confusione sul marciapiede.

A quel punto il capotreno ha annunciato che il convoglio ricolmo di umanità, essendo sovraccarico, non era nelle condizioni di sicurezza per ripartire. Subito dopo ha iniziato ad intimare ai viaggiatori diretti a Ladispoli e Civitavecchia di scendere per dare priorità a quelli diretti oltre tali stazioni.

Questa operazione speciale è stata condotta dal capotreno con tutti i mezzi a disposizione, ossia con concitati annunci sul sistema interfonico, nonché presentandosi davanti a tutti gli scompartimenti accompagnato da personale (di Trenitalia?) che mostrava una stella sul petto e cercava di intimorire, infruttuosamente, i passeggeri.

L’operazione si rivelava piuttosto inefficace stante il fatto che i viaggiatori pendolari sono temprati da anni di scuola di sopravvivenza “FS” e soprattutto dal fatto che Trenitalia ha perso ogni credibilità anche quando annuncia che segue un altro treno, tante fregature abbiamo preso. Pertanto, per pochi passeggeri che sono scesi, principalmente perché iniziavano a sentirsi male, altrettanti ne sono saliti.

Unico risultato dell’operazione per scaricare i viaggiatori del Lazio a vantaggio di quelli della Toscana è stato quello di lasciare fermo il treno con i passeggeri in condizioni disumane e bloccare l’intera linea.

Il capotreno, vista la mala parata, e sempre in condizioni identiche a quando considerava il treno non in sicurezza, ha deciso, infine, di proseguire l’infausto viaggio.

Alla fine il treno è arrivato alla stazione di Ladispoli alle ore con 41 minuti di ritardo e tanta sofferenza.

Chi scrive si chiede in base a quali regole il capotreno possa selezionare i passeggeri permettendo di continuare il viaggio solo a chi deve andare oltre Civitavecchia, scaricando le inefficienze di Trenitalia su altri viaggiatori (regolarmente paganti).  E se il treno è stato fermato perché non in sicurezza, ma poi è partito nelle stesse condizioni, siamo stati messi in pericolo?

Tutti sul treno avevano sulle spalle le loro storie, il loro carico di lavoro giornaliero, di arrabbiature quotidiane, di studio a scuola, di appuntamenti e visite mediche mancate, di problemi medici, di coincidenze perse e così via”.

Enrico Raggio – Ladispoli


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