Il tratto autostradale dell’A24 Roma – L’Aquila tra la Capitale e Ponte Di Nona ha subito l’aumento del pedaggio più alto in tutta la penisola. L’aumento entrato in vigore dal 1° gennaio 2016 ha provocato non poche polemiche.
“Questo aumento è intollerabile per tutti i residenti del VI Municipio che usano questa tratta per andare a lav Mariano Angelucci, Daniele Grasso, Fabrizio Compagnone, Rosario Onorati e Gianfranco Gasparutto -. E’ arrivato il momento che una volta per tutte si metta mano a questa stortura che sta penalizzando cittadini romani che devono spostarsi per circolare nella loro città. Chiediamo pertanto subito ai nostri parlamentari, che siamo sicuri se ne faranno carico, di intervenire immediatamente per ridurre l’aumento nella media Italiana e di lavorare per trovare le coperture economiche per esentare i residenti romani dal pagamento del pedaggio. Noi stiamo con i cittadini in questa ‘battaglia’ di civiltà”.
Sulla vicenda interviene anche l’ex consigliere capitolino del Pd Dario Nanni, convinto che il pedaggio non dovrebbe essere pagato nel tratto urbano (Ponte di Nona, Lunghezza, Settecamini). “In passato con diversi comitati territoriali e insieme ai tanti cittadini del quadrante Est, abbiamo cercato di far chiarezza su questo iniquo pedaggio, a partire dalla realizzazione delle complanari,, che nascevano come un’opera pubblica, che doveva essere finanziata da Stato, Regione, Comune e dall’allora Provincia. Nelle commissioni che ho convocato e negli incontri effettuati – continua Nanni – ci è stato ripetuto, è a verbale, dai vari responsabili intervenuti, che la realizzazione delle complanari, è da considerarsi intervento pubblico solo in parte, essendo stata finanziata anche con fondi privati. Sulla base di questo, anni fa, probabilmente nel 2009, era stato stipulato un’accordo, tra il Governo di quel periodo e chi avrebbe gestito quell’autostrada, sulla base del quale erano stati installati i caselli per il pedaggio. A questo punto, visto che ad oggi i vari organi interessati, non hanno mai risposto nel merito alle mie richieste ufficiali, recapitate e protocollate, mi chiedo se su questa vicenda non ci sia un vincolo così importante, tanto da dover considerare il pedaggio di questa autostrada come un vero e proprio segreto di Stato. Mi auguro – conclude Nanni – che visto il clamore che sta creando questa ingiusta gabella, si faccia chiarezza e qualcuno risponda sulle responsabilità di questa vicenda che doveva essere un servizio per i cittadini ed è diventata un’ulteriore tassa”.
L’aumento del pedaggio diventa anche l’occasione per un attacco a Zingaretti da parte del consigliere regionale di Forza Italia Antonello Aurigemma: “Per i cittadini romani e del Lazio, che percorrono la A24, ecco la solita stangata. Per la Valle dell’Aniene un altra gabella, ma cio’ che appare inquietante e’ il silenzio del presidente Zingaretti. Mentre in Abruzzo da giorni infiamma il dibattito, nel Lazio il governatore si e’ chiuso nel solito assordante silenzio. Nonostante gli aumenti non siano di sua diretta competenza, e’ inconcepibile come il governatore scappi di fronte alle difficolta’ e alle criticita’, lamentate dai cittadini della sua regione”. “Servirebbe una presa di posizione, vera e non – come sempre avviene con Zingaretti – fuori tempo massimo. Manca programmazione e il governatore si limita ad affrontare i problemi solo quando esplode l’emergenza”.