Dopo la famigerata ora di insegnamento della lingua e cultura romena ora alla scuola Ladispoli 1 è una merendina a dividere l’opinione pubblica.
Parliamo della protesta di un genitore che nei giorni scorsi si è indignato con la dirigenza e con il personale della scuola in quanto gli è stato impedito di portare in ritardo la merenda al proprio figlio.
Dalla versione raccontata ieri dal preside della scuola, Prof. Riccardo Agresti, sembra che la merendina sia alla fine giunta al ragazzo, ma questo non è bastato a placare l’ira del genitore.
Il preside Agresti ha esplicitato le ragioni per le quali il personale della scuola ha opposto resistenza al genitore. Il regolamento dell’istituto infatti non consentirebbe di portare in ritardo oggetti e merende oltre l’orario d’ingresso, da un lato per garantire la sicurezza dei ragazzi al fine di evitare un viavai di persone adulte nell’istituto, dall’altro per una questione educativa: i ragazzi vanno responsabilizzati e gli va insegnato che le cose non vanno dimenticate.
Tra i due punti di vista c’è di mezzo il caos che in queste ore ha generato l’opinione pubblica. C’è chi propende per la soluzione “all’italiana” della vicenda della serie “che sia mai una merendina in ritardo” ed invece chi se la prende con l’atteggiamento dei genitori che in nessun modo delegano l’educazione scolastica dei propri figli. Esistono poi versioni estreme, forse nemmeno degne di cronaca, secondo le quali se il bambino in questione fosse stato straniero non avrebbe avuto tanti problemi. Purtroppo nel mondo degli stereotipi accostare eventi senza correlazione sta divenendo sempre di più uno sport nazionale a costo 0.
In serata ad esprimere il suo parere critico è voluto intervenire anche il delegato del comune di Ladispoli per il Consorzio di Marina San Nicola Giovanni Bellofiore secondo il quale “leggendo la lettera sento l’acre sapore del “legalismo” e non riscontro quel profondo amore per la scuola e gli studenti che sempre ho colto nella parole del Preside Agresti.”. Per esprimere la sua posizione Bellofiore non manca di rifarsi a personaggi illustri “Ci sono regole, ma queste devono anche essere modulate sulle situazioni che educativamente si presentano e soprattutto queste non devono mai, come diceva Don Milani, “essere disgiunte dall’amore”.”
Resta il fatto che il ruolo dell’insegnate e del professore sta diventando sempre più difficile, alla luce dei profondi mutamenti della società. Anche per il personale scolastico ed i docenti non è più così semplice comprendere le tante situazioni familiari che ci sono dietro ogni ragazzo. A volte basta poco per andare incontro a problemi legali, per cui il rigore delle regole aiuta da una parte il personale scolastico, dall’altra garantisce i genitori che lasciano a scuola parte della propria vita.
Resta il fatto che il buon senso, che in certe situazioni dovrebbe regnare, non è una cosa a senso unico: si ottiene e si riceve.